IL TRAUMA E QUELLA LINEA SOTTILE

Il trauma: lo sfortunato errore di un normale processo mentale - DolceVita

Il trauma di un abuso, il trauma di abusi iniziati a partire dall’origine non so se si possano sanare completamente, soprattutto in quei casi in cui le dinamiche familiari disfunzionali si ripetono e formano la crescita del bambino.

Dalla famiglia d’origine parte tutto e ciò crea condizionamenti e reiterazioni della situazione d’abuso nelle relazioni di coppia. Il /la complementare ritrova nella diade relazionale le stesse dinamiche originali tentando di superarle dall’interno, tutto ciò non funziona ma perpetra ed acuisce sempre di più il trauma. Quello che determina la fine della situazione patologica è la presa di coscienza della disfunzionalità e del tipo di tossicità in cui si è vissuti per anni. Quindi allontanarsi ed entrare in “No contact” diventa fondamentale per uscire dalla bolla narcisistica e vedere gli abusi subiti a distanza in una nuova ottica.

Iniziare un lavoro psicologico sull’individuazione di SE, essere una persona centrata e separata dagli altri con dignità di pensiero, libertà di espressione e giusta distanza dagli altri, rompe la simbiosi  del legame tossico e mette la persona in astinenza.

Come mi insegnò il Professore Giannakoulas già dalla natura stessa possiamo prendere insegnamento sulle conseguenze a lungo termine che il trauma produce in una persona: quando una pianta rigogliosa e piena di fiori viene sradicata dal suo terreno producendone un trauma e viene poi trapiantata in un altro terreno, questa, anche se curata, annaffiata e concimata anche più di prima non ricrescerà mai florida come all’origine. La realtà che segue al trauma sarà una realtà diversa, comporterà un adattamento differente che implementerà necessariamente i traumi vissuti.

Questo si tradurrà in modo più o meno conscio in vari scenari di sviluppo individuale di riorganizzazione alla vita, che terranno conto sempre dei traumi passati.

In termini pratici la/il complementare supererà la dipendenza da quel legame tossico con un lavoro appunto di risoluzione dalla dipendenza affettiva e recupererà o scoprirà il SE interno su cui farà affidamento, centrandosi e diventando sempre più autonomo e sicuro di se e delle proprie azioni, godrà nel fare delle cose da solo, realizzerà quanto ha gestito e fatto per gli altri, ma nel momento in cui qualcuno si avvicinerà (in qualsiasi ambito affettivo e/o relazionale)non sarà libero da quanto vissuto: basterà un’espressione o un’allusione della persona appena conosciuta a farlo scattare in modalità difesa e chiusura, ecco che i fantasmi del trauma ritornano a condizionare. Per molto tempo è come se la persona traumatizzata viva senza pelle e basti una goccia d’acqua caduta per sentirsi bruciare. I legami quindi vengono tenuti a distanza dicendo di avere bisogno di spazio. Le relazioni vengono vissute come pericolose, tutti possono essere narcisi potenziali e ogni comportamento viene analizzato minuziosamente, il risultato è che comunque se si è alla ricerca di un nuovo partner o all’inizio di una relazione si esercita un controllo e una difficoltà a lasciarsi andare. Qui l’aspetto ossessivo del trauma, cioè il ripensare all’abuso che non abbandona spesso le vittime anche dopo numerosi anni, fa da padrone e comunque detta legge e condiziona il comportamento.

Ne risulta che alcune persone rinunciano proprio ad una qualsiasi occasione di relazione, altre trovano un compromesso a distanza o cambiando rotta sessuale, altre ancora possono incappare in un’ennesima relazione tossica, altre infine iniziano una relazione, ma mai allentando la presa.

Il trauma così fa ancora da padrone nel condizionare, anche se di meno se si è fatto un lavoro su di SE, impedendo di scegliere di vivere liberamente. Ciò non vuol dire che ci possono essere nuove vite possibili e soddisfacenti, ma non in piena libertà ed in pieno equilibrio perché chi è vissuto in una famiglia tossica non sa come funziona una relazione mediamente normale in cui le parti dialogano, si vengono incontro, litigano anche, ma c’è una duttilità ed una flessibilità all’interno. Si può però costruire ed imparare perché l’istinto di vita che guida e sorregge se supportato da una forte motivazione e desiderio, può portare a cambiamenti sostanziali. 

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