Ipnosi regressiva: Psicologia Transpersonale

Ipnosi regressiva: Psicologia Transpersonale

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Ipnosi regressiva e Psicologia Transpersonale cosa sono?

Nel corso della mia pratica clinica mi sono trovata più volte a domandarmi se sia possibile che situazioni fobiche, disturbi o dolori fisici importanti non possano essere spiegate dalla storia psicofisica del paziente

La psicologia transpersonale e l’ipnosi regressiva provano a dare risposte differenti dalla psicologia tradizionale.

Cos’è la Psicologia Transpersonale?

La Psicologia Transpersonale ha come obiettivo la realizzazione del SE’ in senso ampio del termine (SE SUPERIORE) nell’ottica del risveglio sia spirituale sia delle qualità prettamente umane di ogni individuo (secondo C. Tart).

Il termine Transpersonale, usato sia da Assagioli e da Jung, sta ad indicare quelle aree della realtà psichica che vanno oltre l’identificazione con la personalità individuale.

La Psicologia Transpersonale si occupa della spiritualità in un contesto psicologico. Trae origine nell’America degli anni 70 da studiosi quali Maslow, Buhler etc.

Il concetto base è che l’essere umano non è semplice unità psicofisica, ma un insieme aperto e collegato ad una sua dimensione spirituale.

Si tratta di un approccio non fideistico, ma scientifico basato su una attenta ricerca degli stati di coscienza non ordinari. L’uomo acquista un’identità transpersonale, cioè un’identità che è in grado di trascendere la struttura della personalità, senza però perdere il contatto con la propria individualità.

Assagioli dice che la persona si “scopre cittadino di due mondi e viene invitato a vivere coi piedi per terra e con la testa alta verso il cielo”.

L’io personale è solo un riflesso di un SE trascendente, di un centro di coscienza transpersonale in cui tutte le cose trovano la loro origine ed il loro principio costruttivo. Il SE Transpersonale costituirebbe così l’unità sottostante l’apparente molteplicità.

La terapia regressiva: l’ipnosi regressiva

Il metodo usato è quello dell’ipnosi classica che viene applicata anche alle vite precedenti in un cammino graduale e unico che va a desomatizzare ed a sciogliere situazioni traumatiche antiche in relazione al cammino dell’Anima (l’Anima o Testimone è il punto più elevato verso lo spirito) attraverso la catarsi.

Il cammino dell’Anima è un percorso di crescita spirituale che tende all’UNO, all’illuminazione. L’Anima dopo ogni vita passa ad un livello successivo.

Le esperienze che ognuno fa sono molte ed il superamento di ognuna di esse offre un insegnamento: in alcune vite si sperimenterà l’abbandono, il dolore fisico, la malattia, il dolore psichico. In altre ci si focalizzerà sulla realizzazione personale, il lavoro, la maternità, la paternità.

Tutte ci offriranno delle prove da superare e poi ognuna ci darà un insegnamento. Potrebbe anche succedere che per molte vite sviluppiamo una singola tematica e non riusciamo ad andare oltre.

In questo cammino non siamo soli, queste esperienze le facciamo insieme alle nostre anime compagne: la stessa anima compagna potrebbe essere mio marito in una vita e mio fratello o mia sorella in un’altra. Questo perché l’anima, prima di reincarnarsi, sceglie quale esperienza avere.

Le anime meno evolute delinqueranno, uccideranno: secondo questa teoria in ogni cammino verso l’illuminazione si parte dal basso, dal fare  esperienze al limite dell’essere umano, per poi evolversi.

Fare propri questi concetti consente inoltre il superamento della paura della morte come fine vita, poiché si entra in una visione universalmente più ampia.