Narcisismo abuso narcisistico: sintomi, cause, cura

Narcisismo abuso narcisistico: cos’è il narcisismo?

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Narcisismo abuso narcisistico cosa sono?

La differenza tra narcisismo sano e quello patologico è difficile da dirimere.

Il confine lungo un continuum dove il narcisismo sano si tramuta in narcisismo patologico non è facile da identificare, secondo Glen O.Gabbard (Dizionario di Psichiatria Psicodinamica), uno dei criteri chiave del disturbo di personalità narcisistica è lo sfruttamento interpersonale.

Tale aspetto, tuttavia, è fortemente adattivo nella nostra società.

Diventa pertanto difficile, anche per gli addetti ai lavori (psichiatri e psicologi) distinguere una persona che ha una sana autostima da un’altra che ha una visione di SE grandiosa: determinare quali tratti indichino un Disturbo di Personalità Narcisistico (DPN) e quali siano semplici adattamenti culturali.

Certamente, anche con basilare senso comune, possiamo capire che può essere normale che un’adolescente stia ore davanti allo specchio, perché c’è un passaggio evolutivo del ciclo vitale, ma diventa più difficile capirlo se è un adulto a farlo.

I soggetti narcisisti sono INCAPACI di AMARE, hanno internamente un senso di vuoto e non amano nemmeno loro stessi (hanno un SE frammentato): chi non ama se, non può amare gli altri.

Narcisismo abuso narcisistico: sintomi

Secondo il criterio diagnostico DSM-IV il narcisista presenta un quadro pervasivo di grandiosità (nella fantasia o nel comportamento), necessità di ammirazione e mancanza di empatia che compare entro la prima età adulta ed è presente in una varietà di contesti, come indicato da 5 o più dei seguenti elementi:

  1. Ha un senso grandioso di importanza (per esempio esagera risultati e talenti, si aspetta di essere notato come superiore senza un’adeguata motivazione);
  2. E’ assorbito da fantasie di illimitato successo, potere, fascino, bellezza e di amore ideale;
  3. Crede di essere speciale, unico e di poter essere capito solo da persone speciali;
  4. Richiede eccessiva ammirazione;
  5. Ha la convinzione che tutto gli sia dovuto, cioè la irragionevole aspettativa di trattamenti di favore o di soddisfazione immediata delle proprie aspettative;
  6. Sfruttamento interpersonale, cioè si approfitta degli altri per i propri scopi;
  7. Manca di empatia: è incapace di riconoscere ed identificarsi con i sentimenti e le necessità degli altri;
  8. E’ spesso invidioso degli altri o crede che gli altri lo invidino;
  9. Mostra comportamenti o atteggiamenti arroganti e presuntuosi;

Il fatto che venga sottolineato il termine pervasivo significa che ricopre tutta la personalità e non la personalità in maniera parziale; infatti un soggetto può avere tratti narcisisti non pervasivi, in tal caso ha una parte di Se sana che si rende conto di avere caratteristiche narcisistiche; questi soffre di più ma può giovarsi di un percorso psicologico.

Narcisismo abuso narcisistico: chi è il narciso?

Le persone con una struttura narcisistica di personalità rappresentano il 3% della popolazione mondiale, sono più maschi che femmine.

Tale struttura di personalità è rigida, resistente alla psicoterapia e ad ogni tipo di cambiamento sostanziale, a meno che la persona non abbia solo dei tratti narcisistici che lo rende  in parte consapevole ed in risonanza con i propri meccanismi di funzionamento.

Ci sono due tipi di Narcisi: OVERT e COVERT

  • I Narcisi Overt sono quelli più individuabili, più evidenti nella loro istrionicità, affascinanti, sono pieni di se ed hanno bisogno di un pubblico di ammiratori, sono scaltri, arroganti ed aggressivi. Hanno un alto livello di autostima e bassa tolleranza alle critiche.
  • I Narcisi Covert sono più mascherati, tengono un basso profilo, sono schivi ed evitano situazioni in cui sono al centro dell’attenzione, spesso si eclissano. Ascoltano gli altri per evidenziarne la mancanza di rispetto o la critica. Sono sensibili alle critiche e molto suscettibili. Evitano spesso di mettersi in luce perché convinti che saranno rifiutati ed umiliati.

Entrambe le tipologie sono accomunate dal bisogno di ammirazione, fantasie di grandezza, sentimenti di invidia mascherati da ipercriticismo, difficoltà nel controllare gli impulsi e sfruttamento degli altri sia emotivo che economico.

Chi incontra un narciso spesso non sa di averlo incontrato: sono persone socialmente integrate, spesso occupano posizioni di rilievo nelle forze dell’ordine, nella sanità, nell’avvocatura, sono soggetti intelligenti, abili strateghi e molto apprezzati.

Danno al mondo una splendida immagine di loro stessi.

Quando si incontra un narciso le cose sono molto veloci: da subito si entra nel vivo di una relazione stabile e sembra che tutto quello che si desidera si possa realizzare.

Se lei sogna una famiglia e dei figli, lui subito le propone di sposarlo e fare 10 figli, se lei ama i viaggi o il teatro, lui sarà un viaggiatore provetto ed un grande cultore della materia.

Sembra di aver incontrato l’uomo perfetto, l’altra metà della mela!

Il Narciso…getta la maschera!

Questa fase detta di love bombing durerà quanto basta per garantire un legame di dipendenza solido con la partner, da cui il Narciso prenderà nutrimento, sfruttando la situazione per soddisfare i propri bisogni primari.

Il Narciso a questo punto getterà la maschera del principe azzurro e si manifesterà. Lo sfruttamento sarà totale, sia emotivo che affettivo, sia strumentale che economico.

Subito dopo le aree di gratificazione e di riconoscimento della compagna inizieranno ad essere sempre minori, facendo posto a SVALUTAZIONI, MECCANISMI di TRIANGOLAZIONE, RINFORZO INTERMITTENTE, MANIPOLAZIONI che porteranno la vittima a diventare sempre più insicura e debole.

Scoppi di rabbia immotivata, bugie e false affermazioni contribuiranno a minare la stabilità mentale della preda fino a ridurla in molti casi ad uno stato larvale.

Tutto questo ha a che fare con un esercizio di potere sull’altro, spietato e senza implicazioni emotive: IL NARCISO NON PROVA SENTIMENTI, NON ha EMPATIA, NON ha SENSI di COLPA, ha solo bisogno di prendere ed usare per se e per fare questo finge di essere quello che l’altro si aspetta; poi però, getta la maschera.

Alla fine, dopo che è stato preso tutto, il Narciso cerca un’altra preda in cui specchiarsi e SCARTA (fase dello scarto) quella precedente. Deve sempre garantirsi un’approvvigionamento narcisistico.

Come abusa il Narciso “da salotto”

Viene denominato Narciso “da salotto” perché non penalmente perseguibile, poiché non picchia, non abusa fisicamente; ABUSA invece PSICOLOGICAMENTE producendo nella  vittima, che rimane distrutta economicamente, danni psicologici gravi simili alla sindrome post traumatica da stress e danni fisici ugualmente gravi che vanno dalle malattie immunitarie ai tumori.

Il Narciso tratta gli altri come oggetti (in psicologia si direbbe: “come oggetti SE”) e  non sa amare; se inoltre gode del male che fa, allora, in quel caso, presenta aspetti di psicopatia.

Stare con un Narciso è come salire su una montagna russa, ci sono picchi altissimi e livelli bassissimi e si passa dall’uno all’altro velocemente e di continuo.

Un narciso è capace di dire parole dolcissime ed appassionate, fare l’amore  e un momento dopo  di arrabbiarsi furiosamente per un futile pretesto; la persona è spiazzata, ma deve stare sempre all’erta, perché nel momento in cui si rilassa lui colpisce svalutando e rimproverando.

Lei, che ha ancora dentro la sua testa l’immagine del principe azzurro,non ci può credere, nega la situazione e ricerca in tutti i modi quella realtà gratificante vissuta. Questa è la scissione, la separazione del principe azzurro dall’ abusante; lui usa ma lei, in modo collusivo, cerca di difendere e mantenere  dentro di se quell’immagine  di lui buona, quella che non riesce a lasciare.

A questo punto, chi si sente in colpa è sempre lei che si domanda dove ha sbagliato e cerca di riparare e fare bene le cose e di soddisfarlo sempre di più nelle sue necessità; ma non andrà mai bene, e se va bene ed arriva il riconoscimento e l’elogio, ci sarà un’altra cosa che lo renderà scontento.

A volte il Narciso usa  il silenzio come arma di vessazione: o non risponde ad una domanda o resta muto per ore, per giorni. Spesso si estranea, intento al computer o sul cellulare, a fare cosa? Si domanda lei, forse a chattare con un’altra? Sì perché spesso c’è (sempre) un’altra, una terza persona , di cui ti parla: un’amica che ti presenta innocentemente. ù

Lo sguardo del Narciso è perso nel vuoto e anche quando parla con altri, si rivolge ad una platea: voi avete fatto questo e quello! E magari siete sole davanti a lui.

Il Narciso è uno scontento cronico, è un sacco vuoto che deve essere riempito dagli altri, e le critiche non sono altro che  espressione di una grande invidia verso chi sa fare ed essere.

Chi è la partner del Narciso? La complementare

Bisogna partire con una premessa (messa in luce dal dott. Brunelli) che TdN è un trauma da Narcisismo e non da Narciso, il che vuol dire che in entrambi elementi della coppia c’è  una ferita narcisistica, cioè un problema da narcisismo.

Questo aspetto comporta una collusione tra vittima e carnefice nella quale il Narciso cerca di sanare la propria ferita narcisistica gonfiando la sua immagine, il suo egoismo esercitando il suo potere seduttivo e di dominio sul partner; all’opposto la complementare cerca di riparare alla propria ferita cercando una relazione di amore ed appagamento col suddetto Narciso.

Il Trauma da Narcisismo indica quindi una condizione traumatica che si instaura in un partner non solo a causa del narcisismo dell’altro, ma di un quadro che comprende che le proprie problematiche narcisistiche la inducano a lasciarsi vampirizzare (prof. Brunelli).

Le prede del Narciso sono spesso donne intelligenti, capaci, molto accoglienti, disponibili e generose nelle loro espressioni di se, ma anche molto sensibili e con delle aree di fragilità.

Nella loro storia troviamo infatti spesso una figura narcisistica, spesso un padre o una madre,coloro insomma che hanno contribuito alla loro ferita narcisistica.

Ciò fa da aggancio nel legame di coppia, perché quei meccanismi di manipolazione, lei li ha già vissuti e sono stati messi in atto proprio dalle figure di riferimento primario, da quelle persone che per definizione non ti farebbero mai del male, quelle che ti hanno messo al mondo, quelle che ti dovrebbero proteggere più di tutti.

Questo rende più difficile uscire dal legame di coppia, perché ciò significa iniziare un cammino di decodifica e di consapevolezza della propria storia nella sua globalità.

Il Narciso annusa la sua preda, la sceglie dopo averla ben inquadrata e poi la comincia ad addestrare perché soddisfi tutte le sue necessità. Tale addestramento di basa su comunicazioni verbali e non verbali a cui la complementare reagisce.

Questo abuso si perpetra per anni, è molto difficile da riconoscere se si è immersi nella relazione patologica; la consapevolezza arriva dopo lo scarto od un cammino di crescita personale, di svincolo affettivo-emotivo appunto.

Dopo molto tempo la vittima, se aiutata e/o aiutandosi può iniziare a recuperare aree di nuova funzionalità interna. Un lento recupero può avvenire solo dopo un’astinenza completa e continuativa, come in ogni situazione di dipendenza affettiva: il non-contact  diventa un imperativo categorico che può portare ad una prognosi positiva.

L’astinenza dal narciso (come dalle droghe, dal gioco o dall’alcool) è una condizione indispensabile, perché nella persona rimangono insediati per molto tempo pensieri ossessivi che perseguitano internamente e con cui si deve fare i conti ogni momento della giornata.

Questo rende la vittima debole e fragile ai ritorni del narcisista, che anche se ha lasciato la donna continua a tentare di usarla e controllarla , perché quello che da piacere al Narciso è l’esercizio del potere sull’altro. Dopo  mesi o anni, con un incontro casuale, che casuale non è il Narciso si rifà vivo e prova di nuovo a farvi cadere in trappola.

Cosa fare se si incontra un Narciso

I Gruppi di parola e quegli psicologi che conoscono i danni  prodotti da questa patologia specifica, possono risultare fondamentali per aiutare queste donne abusate dal narciso, sostenendo, supportando e facendo un lavoro di decodifica sia dei comportamenti e delle comunicazioni manipolative e violente del Narciso sia delle risposte messe in atto dalla partner.

Solo una psicoterapia individuale permette di realizzare quel cammino elaborativo profondo che  può consentire di riconoscere e sanare quella ferita narcisistica originale,  con l’obiettivo di fortificare, ma soprattutto svincolare e liberare la persona da questa dinamica narcisistica patologica che spesso si ripete.

Una “complementare” sovente , oltre ad aver vissuto con un genitore narciso, ha incontrato più di un partner narciso, come una storia che ricorre all’infinito se non viene risolto il nodo originale.

Un altro tentativo terapeutico può essere quello della psicoterapia di coppia, purchè questa non venga strumentalizzata.

Un percorso di coppia potrebbe aiutare la complementare a dribblare ed imparare a prendere distanza dai comportamenti narcisistici ed educare entrambi verso delle modalità relazionali più corrette e meno lesive.